LOGISTICA DI MAGAZZINO WMS
La logistica di magazzino è un’attività che può assumere forme più o meno complesse, ma non può prescindere da alcuni concetti basilari. Uno di questi è certamente quello di ubicazione. Anche la logistica più complessa ed elaborata, infatti, continua a basarsi su un elemento fondamentale: la possibilità di distinguere la posizione della merce per poter studiare i flussi con cui movimentarla al meglio.
Per ottimizzare tempi e operazioni degli operatori, dal prelievo al versamento, le imprese devono infatti dotarsi di software in grado di effettuare la mappatura del magazzino, di cui abbiamo parlato nello specifico in questo articolo. Si tratta di WMS come Silwa®, la soluzione che consente di creare una mappa dello spazio estremamente dettagliata, considerando aree, scaffali, colonne, livelli, ubicazioni singole e persino slot. Il tutto, per fornire una panoramica completa del magazzino, rispettare i limiti di peso delle singole scaffalature e, soprattutto, guidare al meglio le operazioni degli operatori tenendo conto delle attività necessarie per prelevare o versare la merce come, solo per fare un esempio, la necessità di sfruttare muletti per raggiungere aree sopraelevate. Ma come funziona esattamente la mappa di magazzino e quali operazioni riesce ad ottimizzare nel concreto? Ne abbiamo parlato con Alessandro Riccio, Software Developer di Stesi.
Cos’è la mappa di magazzino
La mappa di magazzino è il risultato dell’operazione di codifica in un software delle ubicazioni di cui è composto un magazzino. Detta in modo semplice, la mappa non è nient’altro che la rappresentazione grafica dello spazio a disposizione per lo stoccaggio della merce, a comprendere proprietà quali dimensioni, coordinate, altezza, relazione con le altre ubicazioni e qualsiasi altra caratteristica, oltre naturalmente all’attribuzione dei nomi.
La mappa del magazzino, quando effettuata in modo esaustivo e accurato, impatta positivamente su tutte le fasi del processo logistico: dall’inventario, che richiede la possibilità di effettuare statistiche sulla distribuzione della giacenza rilevata, alla gestione della merce in uscita o entrata, che necessita di apposite aree transitorie.
Cosa inserire in una buona mappa di magazzino (e con quali vantaggi)
Ma quali sono, nel concreto, le caratteristiche che si possono mappare?
«Una buona mappatura di magazzino», racconta Alessandro Riccio, «tiene conto di due aspetti chiave: il nome dell’ubicazione e la sua tipologia, ma diventa ancor più funzionale quando comprende proprietà come dimensioni e peso massimo e distanza da un cosiddetto punto zero».
Il nome dell’ubicazione
Per quel che riguarda il nome delle singole ubicazioni individuato in fase di mappatura, è utile sapere che il nome principale (ad esempio, “AreaB.Scaf1.Col1.Liv3”) è sostanzialmente un codice alfanumerico univoco, assimilabile alla carta d’identità dell’ubicazione. Il nome è facile da leggere per l’operatore e auto esplicativo, ovvero capace di indicare chiaramente la posizione dell’ubicazione.
La tipologia di ubicazione
«Definire lo scopo di un’area, ovvero la tipologia dell’ubicazione, è importantissimo per sviluppare i flussi operativi», racconta Alessandro. Per comprendere al meglio il perché di questa necessità, basti pensare ad alcune delle tipiche operazioni di magazzino:
A conoscenza di tutti questi dettagli, il software diventa così in grado di guidare al meglio le operazioni degli operatori stabilendo quali operazioni sono necessarie.
Dimensioni e peso massimo
Quando si tratta di portare a termine operazioni di versamento, conosce lo spazio a disposizione per lo stoccaggio si fa ovviamente fondamentale. D’altronde, alcune merci potrebbero essere troppo grandi o pesanti per alcune ubicazioni.
Dato che il peso e la dimensione degli articoli sono proprietà note al software, conoscere i limiti fisici delle ubicazioni permette di indirizzare l’operatore verso altri scaffali laddove si faccia necessario, senza che quest’ultimo si debba porre il dubbio per ogni versamento.
Coordinate rispetto ad un punto zero
Grazie alla mappa di magazzino è possibile conoscere al centimetro la posizione relativa di tutte le ubicazioni (orizzontalmente e verticalmente) e automatizzare così diversi calcoli utili ad ottimizzare per l’operatore:
La mappa di magazzino con Silwa®
La soluzione Silwa® è predisposta per accogliere, assieme a molti altri, anche tutti questi dati. Sin dalle fasi inziali del progetto, in Stesi ci occupiamo di individuare assieme al cliente tutte le informazioni che dovranno essere implementate nella mappa, i flussi e i livelli di approfondimento da dedicare ad ogni area.
«L’obiettivo, infatti, è permettere ai clienti di risparmiare tempo prezioso, ottenere più efficienza e ridurre l’effort delle operazioni da svolgere», racconta Alessandro Riccio. Ecco perché ogni realtà può necessitare di un livello di dettaglio diverso. Con Silwa® è possibile procedere dal macro al micro; nel caso di uno scaffale a colonna, ad esempio, è possibile considerare l’insieme come un’unica ubicazione o procedere con un livello di dettaglio tale da rendere ogni metro quadrato un’ubicazione indipendente. Chiaramente, maggiore sarà il livello di dettaglio, più semplice si farà per l’operatore individuare la giusta ubicazione ed essere quindi guidato durante le operazioni di prelievo o versamento.
Nel caso di Aermec, cliente cui main contractor è Toyota Material Handling Italia, la mappa di magazzino effettuata con Silwa® e l’uso di questo WMS concorrono ogni giorno ad ottimizzare operazioni come:
Diversa, ma simile per risultati, è l’esperienza di Eurocarta, cliente diretto Stesi, che con Silwa® è riuscito ad ottimizzare le attività di picking e stocking. Conoscendo infatti la posizione delle ubicazioni al millimetro e implementando la localizzazione dei carrelli elevatori, il sistema consente di: