Immaginiamo di dover prendere una decisione importante: riorganizzare il layout del magazzino, spostare una linea produttiva, installare nuove scaffalature, cambiare i percorsi dei carrelli. Sono tutte scelte che migliorano le performance aziendali, ma che possono anche introdurre imprevisti.
Immaginiamo ora, invece, di poter simulare ciascuno di questi scenari in un ambiente virtuale e senza rischi per poi testare ogni possibile scenario prima di applicarlo nella realtà.
Ebbene, questo è il principio alla base del Digital Twin, una tecnologia che permette di creare una copia virtuale di processi, impianti o intere supply chain per simulare eventi futuri, identificare criticità e supportare decisioni più consapevoli.
Un Digital Twin (gemello digitale) è la rappresentazione virtuale di un’entità fisica (un sistema, un processo, uno stabilimento, …) che permette di simulare e testare diversi scenari ed esiti in un ambiente digitale, senza incorrere in rischi. È uno strumento che permette quindi di prevedere eventuali criticità e prendere decisioni migliori.
Nel linguaggio logistico e industriale, il termine Digital Twin (DT) viene spesso usato come sinonimo di ‘modello/mappatura 3D’ o simulazione. In realtà, un gemello digitale è una struttura più sfaccettata e complessa. È come avere una replica digitale viva di quella che è un’entità fisica, costantemente alimentata dai dati provenienti da sensori e dispositivi per riprodurne in modo fedele il comportamento reale.
I gemelli digitali creano quindi modelli di simulazione che si aggiornano e cambiano quando cambiano le loro controparti fisiche. In ambito supply chain, attraverso dati provenienti da sensori IoT o sistemi (WMS, WCS, PLC, MES, ERP, …), il gemello digitale replica il comportamento del suo corrispettivo reale e ne monitora continuamente lo stato.
Questa sua natura connessa e in aggiornamento real-time è l’aspetto che lo differenzia da una generica simulazione. E questo legame continuo tra fisico e digitale consente sì di mostrare ciò che sta accadendo o che è accaduto, ma anche di esplorare ciò che potrebbe accadere se si prendono decisioni diverse. Ogni decisione impattante può essere testata anticipatamente valutandone l’impatto sui principali indicatori di prestazione prima che venga applicata al sistema fisico.
Mckinsey individua più di un solo tipo di Digital Twin. A seconda dell’obiettivo possono essere sviluppati modelli differenti:
Tipologia - Focus operativo - Input dati - Uso in logistica & supply chain: Product Twin - Singolo prodotto lungo il lifecycle - CAD, dati PLM, sensori di utilizzo - Progettazione di packaging e verifica dell’ingombro nelle UdC. Data Twin - Monitoraggio dinamico del contesto - GPS, traffico, meteo, API esterne - Tracciamento della flotta e stima dei tempi di consegna (ETA). Infrastructure Twin - Edifici e impianti fisici - Modelli BIM, sensori ambientali - Gestione degli spazi, layout e manutenzione edile. System Twin - Processi complessi e interazioni - WMS, MES, PLC, sensori IoT - Simulazione di magazzini automatici, flussi di produzione e catene logistiche.
La supply chain moderna è più che mai complessa, volatile e fortemente dipendente da fornitori, trasportatori e partner logistici. Un gemello digitale permette di creare una replica virtuale dell’intera catena logistica e simulare eventi prima che si verifichino realmente. Ad esempio:
Esistono contesti dove anche piccoli cambiamenti nell’operatività possono avere effetti non sempre intuitivi o prevedibili sulle prestazioni. Questo è vero specialmente in impianti fortemente automatizzati (sistemi multi-shuttle, magazzini automatici AS/RS, …) dove modificare piccole variabili (come la sequenza degli ordini o la priorità delle missioni) può generare catene di eventi imprevisti, congestioni, sprechi energetici o fermi.
Secondo McKinsey, le interruzioni della supply chain possono costare alle aziende fino al 45% di un anno di profitti operativi. Per questo motivo l’86% delle organizzazioni sta investendo nella trasformazione digitale della supply chain.
Grazie alla combinazione tra Digital Twin, analytics e Intelligenza Artificiale, le aziende possono testare scenari »what-if« in un ambiente privo di rischi e individuare in anticipo le strategie più efficaci.
Ad esempio, un’azienda manifatturiera vuole aumentare la capacità produttiva del 20%. Senza un test digitale dovrebbe modificare direttamente i processi reali, con il rischio di generare inefficienze o rallentamenti. Con un gemello digitale può invece simulare l’aggiunta di un nuovo turno, l’inserimento di una nuova linea, l’aumento delle scorte di materie prime o la riorganizzazione del layout.
Il sistema evidenzia quale scenario produce il miglior risultato in termini di produttività, costi e livello di servizio prima ancora che venga implementato.
Dietro la magia di un Digital Twin non c’è una bacchetta magica, ma un percorso metodologico preciso. Tipicamente si seguono 3 step fondamentali:
Tuttavia, il successo di questo progetto dipende in egual misura dalla tecnologia e dalle persone coinvolte. Un’azienda deve mettere attorno allo stesso tavolo tre tipi di competenze:
Come abbiamo già visto, quello del Digital Twin non è un semplice insieme di sistemi software, bensì un ecosistema che interlaccia mondo fisico, digitale, di dati e di servizi. Andrea Ferrari e Carlo Rafele del Gruppo di Ricerca ResLog (Politecnico di Torino, 2026) individuano 4 domini fondamentali che lo costituiscono:
L’evoluzione della logistica sta vivendo un cambio di paradigma difficile da ignorare. Se negli ultimi anni l’attenzione si è concentrata sull’hardware (più velocità e performance), oggi il focus si è spostato sul semplificare le complessità della filiera e governarle proattivamente. I dati lo confermano:
Il mercato globale dei Digital Twin passerà dai 49,2 miliardi di dollari del 2026 agli oltre 228 miliardi entro il 2031 (con un CAGR record del 35,95%, Mordor Intelligence).
Il gemello digitale permette ai responsabili della supply chain di simulare e ottimizzare sequenze di ordini, allocazione delle risorse e consumi energetici nel mondo virtuale, prima ancora di applicarli sul campo. Si estrae così massimo valore dagli asset esistenti senza dover necessariamente investire in nuova capacità fisica.
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